“Maccaruni blanky e lasagne!”

Gli ingredienti per preparare la pasta sono molto semplici, anche i Romani li possedevano, ma non si cimentarono in questa preparazione: farina di grano duro ed acqua. Con gli stessi ingredienti preparavano invece il pane, cotto con calore secco, o pappe e polente, cotte con calore umido. La pasta per loro era impensabile, perchè preparata con un impasto come quello del pane azzimo, ma cotta con calore umido, quindi come una polenta.

Il laganum romano (una sorta di antenato della nostra lasagna) era una sottile sfoglia di pasta cotta al forno o in olio bollente, quindi non corrisponde al nostro concetto di pasta che viene invece cotta in acqua bollente. Solo nel XIII secolo le lasagne saranno citate nelle fonti medievali.

Nello stesso periodo delle lasagne comparve la pasta filiforme, i vermicelli.

La storia della nascita della pasta è molto lenta e laboriosa, un passo avanti venne fatto quando iniziò ad essere servita asciutta, senza il brodo di cottura: la pastasciutta.

Dove veniva prodotta?

Fin dal XII secolo la Sicilia commercia la pasta secca, poco dopo, tra il XIII e si XIV secolo, anche la Sardegna entra nel business della pasta. Nei documenti di diversi porti troviamo registrata la pasta tra i prodotti esportati. Pisa, Genova e la Provenza sono tra questi e la esportavano principalmente in nord Africa e Andalusia.

A Palermo, nel 1371, venne stabilito un prezzo massimo di vendita (calmiere) per “maccaruni blanky di simula e lasagne di simula” e per “maccaruni blandi di farina e lasagne di farina”. I due prodotti avevano prezzi diversi e questo dipendeva dalla farina utilizzata, grano duro e grano tenero.

Lo stesso documento riporta anche una distinzione tra pasta secca (axutta) e fresca (bagnata). Il fatto che siano stati stabiliti dei prezzi di vendita ci fa capire come questo prodotto fosse diventato di massima importanza per l’alimentazione dell’uomo medievale.

la confezione casalinga della pasta, miniatura, 1390-1419.

Nella miniatura qui in alto potete vedere due donne a lavoro per preparare la pasta fresca per la loro famiglia. Non hanno rinunciato ai loro abiti belli e alle scarpe a punto che vanno tanto di moda, ma hanno slacciato i bottoni dei polsini ed hanno arrotolato le maniche e legato sui fianchi dei lunghi grembiuli. Una delle due si è anche coperta la testa, pre proteggere la testa dalla farina o per evitare che i suoi capelli finissero nell’impasto? 🤷🏻‍♀️

“Tirar acqua a lor mulino”

Mulino a vento

Nel Basso Medioevo la popolazione aumentò e quindi la richiesta di prodotti alimentari si face più insistente. Per avere tanta farina, necessaria a produrre la pasta richiesta, i mulini erano sempre in funzione!

Franco Sacchetti, poeta e scrittore italiano (1332-1400)

“E segue tanto questa idolatria che s’abbandonano li veri per questi tali, che spesse volte, essendo dipinti, è fatto loro maggiore luminaria e posto più immagini di cera che al nostro Signore. E così spesso s’abbandona la via vecchia per la nuova; e’ religiosi spesso ne sono cagione, dicendo spesso che alcuno corpo sotterrato alla chiesa loro averà fatto miracolo, e dipingonlo per tirare, non acqua a lor mulino ma cera e denari; e la fede si rimane dall’uno de’lati.”

Franco Sacchetti

In questa citazione il novelliere italiano Franco Sacchetti (1332-1400) cita un proverbio che ancora oggi noi usiamo. I mulini erano ormai una presenza costante del paesaggio medievale tanto da essere usati anche nei proverbi!

Nel XIII e XIV secolo mulini da carta e da farina animano le periferie delle città site vicino ad un corso d’acqua.

Anche i Romani conoscevano i mulini ad acqua, ma non li usavano, preferivano il lavoro degli schiavi perchè la mentalità antica disprezzava il lavoro manuale per questo non applicavano le loro invenzioni alla realtà pratica.

Mulino ad acqua, Praga

Ad esempio i Greci avevano scoperto la forza del vapore, ma la usavano soltanto per i giochi e per stupire la gente. Le mutate condizioni storiche e culturali del Medioevo per i reso di comprende l’utilità del mulino.

Mulino ad acqua

Una nuova forza motrice

Nelle aree molto ventose si utilizzò l’aria come forza motrice, sostituendola all’acqua.

Mulino a vento, Trapani

I primi mulini a vento comparvero nel XII secolo, avevano il corpo centrale ruotante per assecondare la direzione del vento.

Mulino a vento, Olanda
Andata al Calvario, tavola, 1564, Pieter Brueghel il Vecchio
Il mulino a vento, particolare da Andata al Calvario